Descrizione
In “Sua Maestà il Duomo”, Monica Bandecca opera una sintesi formale che trasfigura l’architettura in simbolo spirituale. L’impiego dell’olio unito ai cristalli non è puramente decorativo, ma funzionale a una narrazione luministica: la superficie brilla di rifrazioni proprie, richiamando lo splendore del marmo sotto la pioggia o la luce lunare. Il Duomo, svuotato della sua massa materica, si risolve in pennellate verticali che sembrano colare o elevarsi verso l’alto, creando un effetto di “apparizione” su un fondo oscuro e denso. Questa scelta stilistica esalta la verticalità gotica, trasformando il monumento in un’icona eterea che dialoga tra la terra e il sacro.



