Descrizione
Nell’opera “Abbraccio impossibile”, Roberto Cavadini non rappresenta, ma stratifica. L’immagine si comporta come un muro vissuto, eroso dal tempo, sul quale affiorano brandelli di memorie collettive. La materia visiva si frantuma in superfici screpolate, lettere smangiate, tracce di colore che resistono al silenzio. L’“abbraccio” evocato nel titolo si scontra con la durezza del supporto ligneo, trasformandosi in assenza palpabile. È un’opera che parla attraverso ciò che è stato cancellato, una sinfonia visiva di rovine contemporanee. Cavadini scava nell’estetica del tempo, offrendo non una narrazione, ma un’esperienza da decifrare, tra fotografia, pittura e archeologia urbana.



