Descrizione
In “L’infanzia negata”, Antonella Properzi realizza un ritratto i forte impatto emotivo, in cui i lineamenti fanciulleschi affiorano dall’oscurità con straziante vigore. La tecnica magistrale crea un contrasto luminoso pulsante, quasi materico, che dona spessore e vitalità al soggetto. Le pupille, brillanti e umide, costituiscono il centro comunicativo del lavoro: manifestano sofferenza, meraviglia e una maturità prematura. Il nome dell’opera volge l’interpretazione verso una protesta muta ma energica. Il buio intorno non occulta la figura, bensì la risalta, tramutando la delicatezza puerile in una testimonianza indelebile e intrisa di nobiltà.



